Il gatto…anziano
La durata media di vita del gatto domestico è in crescita, e di dieci anni in dieci anni si sposta sempre più avanti l’età dalla quale un gatto viene considerato anziano: ora questa soglia coincide con i 12 anni. L’obbiettivo del medico veterinario che si occupa di un paziente anziano è quello di migliorare la sua qualità di vita riconoscendo e controllando i fattori di rischio sanitario, identificando le malattie durante la fase preclinica, correggendo o ritardando la progressione dei disordini già in atto. E’ un percorso che inizia a partire dagli 8 anni e prevede la visita periodica di controllo che, oltre all’esame obiettivo generale a carico di tutti gli apparati, deve includere un’indagine approfondita sui cambiamenti comportamentali e/o dello stile di vita del gatto per distinguere tra un “invecchiamento sano” e uno “patologico”.
Le variazioni comportamentali e l’invecchiamento fisico
Il gatto anziano può andare incontro progressivamente a variazioni comportamentali e di abitudini: aumenta la pigrizia, diminuisce l’attività di caccia, diminuisce l’appetito, si toeletta con più difficoltà. L’invecchiamento è associato a una diminuzione della capacità immunitaria: le malattie croniche associate all’invecchiamento possono ulteriormente compromettere le difese dell’organismo. Il calo dell’idratazione (caratteristica delle più comuni malattie del gatto anziano) provoca una diminuzione del flusso ematico e una riduzione dell’immunità cellulo-mediata. Le dimensioni dei reni, la perfusione sanguigna e il tasso di filtrazione glomerulare diminuiscono con il progredire dell’età. Problemi di tipo ortopedico sono sottovalutati nella specie felina perché manifesta in modo meno plateale condizioni di artropatia degenerativa rispetto al cane. Il passaggio ad alimenti formulati appositamente per l’età è fondamentale, come è fondamentale l’utilizzo di integratori specifici per ogni tipo di apparato coinvolto nell’invecchiamento. L’ambiente in cui vive il gatto deve essere stimolante per rallentare i processi degenerativi, soprattutto di tipo cognitivo, ma allo stesso tempo deve essere rassicurante e garantire zone adeguate per il riposo, che occuperà una parte sempre più lunga della giornata.