I vaccini degli animali: quali fare e cosa indica la legge
La vaccinazione degli animali da compagnia è importante non solo per proteggere il singolo individuo, ma anche per ridurre il numero di animali esposti al rischio di contrarre la malattia. L’immunità di popolazione correlata all’utilizzo della vaccinazione dipende dalla percentuale di animali vaccinati e non dal numero di vaccinazioni che vengono fatte ogni anno.
Il cane: vaccini core e non core
Nel cane i vaccini a disposizione si dividono in core e non core: i primi proteggono da malattie gravi e potenzialmente fatali, hanno una distribuzione mondiale e proteggono verso il virus del cimurro, dell’epatite e di alcune varianti della parvovirosi; i secondi sono quelli da usare in base alle aree geografiche, allo stile di vita dell’individuo e al rapporto rischio/beneficio, come i vaccini contro la leptospirosi, contro batteri (come Bordetella) e virus (come parainfluenza) respiratori. La prima vaccinazione si effettua a circa 8 settimane di vita per i vaccini core e non core, quindi ogni 3-4 settimane fino a 16 settimane di età. Una parte integrante delle vaccinazioni dei cuccioli è il richiamo eseguito a 12 mesi di età: scopo di questa vaccinazione è assicurare che si sviluppi una risposta immunitaria protettiva anche in quei soggetti che non hanno risposto adeguatamente ad una delle dosi della prima serie vaccinale. Le successive vaccinazioni core sono somministrate a intervalli di minimo 3 anni.
I vaccini non core, invece, richiedono richiami più frequenti, annuali, per una protezione affidabile. Una precisazione deve essere fatta per il vaccino contro la rabbia (uno dei vaccini core): attualmente l’Italia è esente dal 2012 e la vaccinazione per la popolazione canina è quindi solo consigliata, ma in caso di viaggio all’estero diventa obbligatoria. La prima dose va fatta dai 3 mesi di età con una rivaccinazione al compimento dei 12 mesi, ed un richiamo annuale o triennale, in base al tipo di vaccino utilizzato.
In Europa il Regolamento UE n. 576/2013 sancisce che il periodo di validità della vaccinazione antirabbica dipende da quanto specificato nei foglietti illustrativi dei singoli vaccini utilizzati, che nella maggioranza è di tre anni.