Il tuo migliore amico senior: il cane anziano
La popolazione canina domestica ha un’aspettativa di vita molto più elevata rispetto a qualche decennio fa: i cani vivono più a lungo e sono di conseguenza più esposti a sviluppare patologie caratteristiche dell’età geriatrica (neoplasie e malattie croniche degenerative) che prima erano poco rappresentate.
Come cambia il comportamento del cane anziano?
Un cane è considerato “anziano” quando supera gli otto anni di età, anche se è importante ricordare che il grado effettivo di invecchiamento è influenzato da numerosi fattori, tra cui razza, taglia, alimentazione e stile di vita.
Lo stato attuale della medicina veterinaria consente di fronteggiare al meglio tutti gli effetti legati all’avanzare degli anni del cane domestico. Si deve porre attenzione a tutte i piccoli cambiamenti del comportamento quotidiano che spesso possono rappresentare il campanello d’allarme di iniziali stati patologici: cali di appetito, aumento della quantità di acqua bevuta, cambiamenti nel comportamento (rapporto tra le ore di sonno e veglia, voglia di fare attività motoria).
Le visite dal medico veterinario di fiducia e gli esami di screening regolari sono fondamentali per prevenire in fase pre-clinica il sopraggiungere di svariate patologie. Fornire un’alimentazione specifica riveste un ruolo primario nella corretta gestione del cane in età geriatrica: la formulazione deve essere appositamente studiata e bilanciata per soddisfare le esigenze nutrizionali del cane anziano, le diete sono addizionate con elementi antiossidanti utili a contrastare il decadimento cerebrale e con condro protettori utili nel ritardare i processi degenerativi osteoarticolari.
Oltre a una corretta gestione sanitaria e nutrizionale, è fondamentale cercare di contrastare i problemi cognitivi legati all’invecchiamento cerebrale dell’animale: piccoli accorgimenti possono contribuire a mantenere in allenamento le sue capacità mentali, come rispettare la routine delle attività giornaliere (orari delle passeggiate, luogo della cuccia e delle ciotole) ed effettuare passeggiate brevi e frequenti così da stimolare l’interesse nei confronti dell’ambiente esterno.