Vico del Gargano (FG)
Alla scoperta dei piccoli borghi italiani: Vico del Gargano
Vico ha origini antiche, con una storia che è fitta di eventi a partire dal X secolo. Qui il susseguirsi di sovrani e casate ha segnato particolarmente lo sviluppo del centro, che oggi mostra una grande varietà di edifici e di stili, che spesso hanno conservato l’aspetto originario senza subire restauri aggressivi. Alla pietra a vista segue l’intonaco chiaro, poi vicoli e strade movimentati da portali, archi e gradini, e ancora cancelli e ringhiere in ferro lavorato e, immancabile, qualche tocco di esuberante barocco.
Dove ogni angolo custodisce un racconto
Il paese sorge in un contesto ambientale eccezionale, all’interno del Parco Nazionale del Gargano, a due passi dalla Foresta Umbra e dal mare, sfiorato da venti che profumano di pini marittimi, ulivi e alberi di agrumi.
Con la conquista normanna nell’XI secolo prese avvio la costruzione dei suoi edifici civili e religiosi più importanti. A dominare dall’alto è il castello, fondato dai Normanni, poi sviluppato da Federico II e in seguito dagli Aragonesi, con le sue mura di cui sopravvivono vari tratti, alcuni dei quali ormai parte integrante delle abitazioni del borgo.
L’architettura religiosa è ben presente e si anima in occasione delle ricorrenze principali, anche grazie alla presenza di confraternite storiche. Da visitare la Chiesa Matrice, dalla facciata semplice e austera e un interno luminoso e dalla ricca decorazione; S. Giuseppe, una chiesa piccola ma suggestiva, con una scultura lignea del Cristo morto di grande pregio. Nell’antico rione Civita, immersa nella natura, è invece l’abbazia di S. Maria Pura, di una bellezza semplice e solenne al contempo.
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Accanto alla Chiesa Matrice si trova un’importante testimonianza del passato agricolo del territorio di Vico: il Museo Comunale Trappeto Maratea, creato fra le mura del frantoio del paese, dove gli olivicoltori si recavano per la molitura e per produrre un olio prelibatissimo.
Questo eccezionale edificio sotterraneo risale addirittura al Trecento, è lungo oltre 30 metri e oggi ospita una esposizione che racconta un aspetto fondamentale della cultura e dell’economia locale.
Un patrimonio di sapori
Quando si parla di cucina della Puglia spesso non si rende giustizia ai suoi ortaggi, cucinati all’insegna di una semplicità che esalta materie prime eccellenti. Basti pensare al classico antipasto di pane, pomodori, origano e olio; oppure alla paposcia, pane ripieno di verdure e pecorino (a Vico ne troverete di buonissime). E anche il pesce, sebbene proposto in una varietà di preparazioni, riesce a dare il meglio nel modo più semplice, crudo, accompagnato da un fresco bicchiere di vino bianco.
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