Innaffiature
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“Come gestire le annaffiature”.
Una delle domande che maggiormente ricevo dai followers riguarda il tema dell’annaffiatura.
Sono davvero moltissimi i fattori che influenzano i tempi tra una irrigazione e l’altra ma è importante come abituiamo le nostre piante, il terriccio utilizzato, il sistema di drenaggio, le esigenze d’acqua delle singole specie, l’esposizione del terrazzo e se questo è riparato, oppure arriva la pioggia quando piove.
Quando e quanto annaffiare
La latitudine (la zona dove viviamo) influenza anche quanto annaffiare, ma con la scelta delle piante giuste e con l’occhio rivolto al territorio, possiamo ridurre drasticamente i consumi idrici. Anche il giardinaggio può essere sostenibile e se per esempio abitiamo in Sicilia consiglio, ad esempio, un prato naturale di erbe spontanee, rispetto al prato verde all’inglese che richiederebbe grandi quantità di acqua. Questo principio naturale vale anche per la scelta delle nostre piante ed è la natura circostante a suggerirci quale coltivare. Questa premessa non ci deve spaventare e la regola generale è di annaffiare una volta a settimana. Questo vale soprattutto per i vasi grandi e profondi, in cui le piante riescono a prendere molta acqua dal fondo. Per le vaschette appese al balcone è meglio annaffiarle due volte a settimana, soprattutto nei mesi più caldi in estate. Nelle zone invece dove piove molto e i vasi non sono riparati, bisogna proteggere le piante con un ottimo drenaggio e garantire la fuoriuscita dell’acqua in eccesso dal foro del vaso stesso. Il metodo della nonna prevedeva l’utilizzo dei cocci dei vasi in terracotta, che si rompevano, per ottenere il drenaggio sul fondo del vaso, oggi si usa l’argilla espansa soprattutto per le fioriere di grandi dimensioni e sul fondo si mette uno strato di 3/4 centimetri di questo materiale drenante che evita i marciumi alle radici.
Varietà e differenze
Le piante non sono tutte uguali e ci sono le piante succulente (“grasse”) e i cactus che vogliono poca acqua (tra una annaffiatura e l’altra il terriccio deve asciugarsi quasi completamente) e i fiori che richiedono un terreno fresco e umido sempre, ai quali bisogna dare più attenzioni e garantirgli una maggiore costanza negli apporti di acqua. Quindi se abbiamo meno tempo per le annaffiature diamo preferenza a piante meno esigenti, almeno che non decidiamo di realizzare un impianto idrico automatico controllabile dal nostro smartphone tramite app!Io preferisco annaffiare con l’annaffiatoio (lo ritengo un gesto di cura speciale per le mie piante) e quando ho meno tempo utilizzo il tubo estensibile.
Francesco Diliddo