Cefalù (PA)
Alla scoperta dei piccoli borghi italiani: Cefalù
La Sicilia arabo-normanna in riva al mare: Cefalù
Un gioiello incastonato fra le rocce e il mare. Un tortuoso avvicendarsi di vicoli che salgono e scendono. E poi la Rocca, l’altura solitaria che domina questo borgo marinaro di pescatori. Cefalù si specchia in un mare che se oggi rappresenta un richiamo irresistibile per i turisti, un tempo è stato fondamentale fonte di vita che ne ha plasmato l’identità, così come la dominazione dei Normanni, durata quasi 400 anni.
Dove ogni vicolo racconta una storia
Passeggiare fra i vicoli di Cefalù riporta indietro nel tempo, a usanze e tradizioni che si perdono nei secoli. L’aspetto attuale del centro storico è tutto medievale, il risultato di grandiosi lavori di ricostruzione inaugurati dal sovrano Ruggero II a partire dal XII secolo.
Prendetevi qualche minuto per ammirare il Porto Vecchio da una delle panchine: una vista romantica e rilassante che abbraccia il mare, le case dei pescatori e la Rocca. Lasciatevi ispirare dall’atmosfera per poi partire alla scoperta del borgo.
Dalla medievale Porta Marina (o Porta Pescara) con una breve passeggiata si raggiunge il Bastione Marchiafava, costruito nel Seicento, da cui lasciare che lo sguardo si perda in un blu senza fine. Imboccato Corso Ruggero, dopo poco, all’ombra della Rocca, compare maestosa la Cattedrale, la cui prima pietra fu posata nel 1131. Voluta da Ruggero II, si tratta di un vero e proprio capolavoro che, non a caso, assieme a Palermo arabo-normanna e alla Cattedrale di Monreale è Patrimonio Mondiale Unesco. L’edificio è un complesso amalgama di forme e stili, risultato di maestranza differenti e modifiche in corso d’opera, che hanno creato a una discontinuità affascinante.
Tornati su Corso Ruggero, incontrerete un altro simbolo di Cefalù, l’Osterio Magno, che fu dimora di Ruggero II e dei successivi sovrani. Fu costruito nel Duecento su preesistenti basi di epoca romana e greca con funzione difensiva, mentre oggi le sue mura accolgono mostre ed eventi culturali. E se poi vorrete seguire le indicazioni per il Tempio di Diana, con una salita di circa 20 minuti da Piazza Garibaldi vi troverete in cima alla Rocca, dove sopravvivono i resti delle mura del castello, di cisterne romane e di due chiese di epoca bizantina.
Cosa mangiare a Cefalù
Non farete fatica a trovare pesce freschissimo nei ristoranti di Cefalù, eppure, strano a dirsi, pare che uno dei suoi piatti più tipici sia la pasta a taianu,a base di carne. Prevede una lunga preparazione in più fasi e si cucina tradizionalmente in grandi pentole di terracotta in cui si formano strati di carne, pasta, melanzane fritte e pecorino. Se avete già l’acquolina in bocca, non resta che visitare Cefalù attorno al 10 di agosto, quando il lungomare è invaso dal profumo appetitoso di questa specialità antica.
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