Gradara (PU)
Idee per visitare il borgo di Gradara
Uno dei borghi medievali meglio conservati d’Italia, è dominato dal castello dove si dice si sia svolta la tragica storia d’amore tra Paolo e Francesca.
Alla scoperta dei piccoli borghi italiani: Gradara
Chi non conosce, anche solo di fama, Paolo e Francesca? La sfortunata coppia di innamorati – resa immortale da Dante Alighieri nel canto V dell’Inferno – è esistita realmente e la tragica vicenda legata al loro amore si è svolta molto probabilmente fra le mura della Rocca di Gradara.
In virtù della sua posizione strategica, il territorio è stato molto conteso dalle più importanti casate della Penisola e dalle truppe papali già a partire dal Medioevo. Proprio i secoli fra il XII e il XIV hanno visto Gradara svilupparsi ed espandersi, assumendo l’aspetto nobile e maestoso che ancora oggi incanta i visitatori.
Un’esperienza… leggendaria
Si entra nel cuore antico della cosiddetta “Capitale del Medioevo” attraverso la scenografica Torre dell’Orologio, che al piano terra ospita l’ufficio della Pro Loco e l’accesso ai camminamenti di ronda. L’impressionante sistema difensivo di questo borgo è uno dei più completi in Italia: delle due cinte murarie, costruite dai Malatesta fra il Duecento e il Trecento, la più esterna e più lunga (quasi 800 metri) è in parte percorribile grazie una passerella di legno che vi farà osservare l’abitato dal punto di vista delle guardie che lo proteggevano dagli attacchi nemici. Dai camminamentie dalle torri merlate si ammira un panorama indimenticabile, che abbraccia dal mare della Romagna alle colline dell’entroterra marchigiano.
Il punto più alto di Gradara è dominato dal castello, con le sue stanze affrescate, le torri, il cortile, gli antichi cimeli, le opere d’arte e, soprattutto, la camera riccamente arredata di Francesca da Polenta, dove si dice sia stata trafitta dalla spada del marito Gianciotto Malatesta assieme all’amato Paolo, fratello di lui.

Il Medioevo è palpabile a 360° e attorno a questo tema gli eventi a Gradara non mancano, soprattutto in estate. Dalla rievocazione settimanale della chiusura delle porte del borgo alle attività per famiglie nella natura, fino all’emozionante Assedio al Castello, il terzo fine settimana di luglio (verificare qui il calendario aggiornato). Inutile dire che ogni ricorrenza in questo borgo medievale intatto ed evocativo assume una patina magica. Provate a immaginare l’atmosfera dei suoi mercatini natalizi!
Cosa mangiare a Gradara
Questa stupenda località è posta fra due terre dalle solide tradizioni gastronomiche, quella marchigiana e quella romagnola. E infatti la pasta all’uovo non manca mai in tavola, così come il prelibato olio EVO dei numerosi piccoli produttori locali.
Il piatto tradizionale di Gradara è il tagliolino con la bomba. Il nome, in questo caso, non ha a che fare con gli attacchi alle mura del borgo, bensì evoca il fumo che si sprigiona nel corso della preparazione della pietanza. Si tratta di un primo piatto della tradizione contadina a base di ingredienti poveri ma gustosi – soffritto di lardo e cipolla con pasta all’uovo – e se vi viene voglia di provarlo, perché non passare da queste parti in occasione della sua sagra, nel mese di settembre?
Ma questa è anche una delle zone d’elezione per la coltivazione e la produzione del famoso Lambrusco Grasparossa: a circa 5 km da Castelvetro sorge Levizzano Rangone, una sua frazione, con un bellissimo castello medievale e, al suo interno, il Museo Rosso Graspa, dedicato alla cultura contadina locale e al vino rosso protagonista delle tavole emiliane.
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