Birre: le bionde
Estate tempo di birra, anzi, di birre, rigorosamente al plurale per superare certi stereotipati binomi tipo “birra chiara-birra scura” che vorrebbero limitare la grande varietà espressiva dell’arte brassicola. L’universo delle birre è molto vasto, ricco di tipologie adatte a ogni palato e a ogni occasione (dal pranzo veloce alla cena gourmet, dalla merenda in terrazza all’aperitivo).
Si fa presto a dire bionde, ma le birre chiamate in questo modo (anche se sarebbe più corretto chiamarle chiare) comprendono una vasta gamma di tipologie in cui l’essiccazione del malto non avviene ad alte temperature, mantenendo un colore in genere non troppo carico.
Tuttavia esistono diverse tonalità di colore, dal giallo paglierino a un intenso giallo dorato, che variano anche in base al tipo di malto impiegato.
PILS
Una delle tipologie storiche più diffuse è senz’altro la Pils, che ha una data e un luogo di nascita: 5 ottobre 1842 a Pilsen, in Boemia (parte della Repubblica Ceca), quando il mastro birraio Josef Groll produsse la prima cotta di uno stile all’epoca rivoluzionario. Birra chiara dalla schiuma abbondante e a basso grado alcolico, delicata, erbacea e floreale, dissetante, amarognola e luppolata. Da provare con un prosciutto di Parma o con un salame strolghino.
IPA
Le IPA – acronimo di India Pale Ale – oggi rappresentano una voce molto importante dell’universo brassicolo artigianale. Aromatiche e alcoliche (spesso intorno al 7% di alcol), sono frutto di luppolature decise e rappresentano la scelta ideale per chi cerca l’amaro. Nate in Inghilterra alla fine del ‘700, venivano prodotte per l’esportazione in India (il luppolo e l’alcol le rendevano capaci di affrontare senza particolari problemi i lunghi viaggi in mare) ad uso e consumo dei sudditi inglesi. Da provare l’abbinamento con carni alla brace o piatti speziati.
BLOND ALE
Infine le Blonde Ale, da uno stile nato in Belgio, sono birre vivaci e facili da bere anche se con elementi di complessità. Dorate, luppolate e talvolta speziate (in alcuni casi è prevista l’aggiunta di spezie) presentano percentuali alcoliche spesso oltre il 6% senza perdere freschezza e slancio gustativo.